
Il più grande ossario dei soldati italiani, caduti durante la prima guerra mondiale, nell’odierno territorio sloveno è sistemato intorno alla chiesa di sv. Anton Padovanski (S. Antonio di Padova), sul colle Grič sopra Caporetto. Una strada asfaltata vi porta dal borgo sottostante. La strada è segnata dalle stazioni della Via Crucis che parte da dietro il portale vicino alla piazza centrale di Kobarid (Caporetto). In cima al colle c’è una spianata. Più in alto, tra le arcate di pietra, si innalzano le scale che conducono alle singole terrazze che formano un ottagono. Verso la cima si ristringono a piramide. Su due terrazze, in vari compartimenti si trovano nicchie con le spoglie dei soldati italiani caduti. Le nicchie sono chiuse da lastre di marmo verdastro, con riportati sopra il nome, il grado e l’eventuale decorazione dei singoli caduti.
Ad est della chiesa sorgono quattro lastre tombali militari, trasportate qui dal cimitero di Bovec. L’ossario è frutto della sistemazione dei cimiteri militari voluta dall’Italia, ed è l’unico in Slovenia, poiché tutti gli altri resti degli italiani furono traslatati agli ossari di Redipuglia e Oslavia. L’ossario fu progettato dall’architetto Giovanni Greppi, le sculture sono ad opera di Giannino Castiglioni. Presenziò la grandiosa inaugurazione del 18 settembre 1938 anche Benito Mussolini. Nell’ossario riposano i resti di 7760 (7014 – scritta alla sinistra del parcheggio) soldati (di cui 2748 ignoti). I caduti furono trasportati dai cimiteri militari dell’alto Isontino (Drežnica, Drežniške Ravne, Gabrje, Kamno, Smast, Bovec). I resti dei militi ignoti riposano in gruppi di 500 sotto gli archi ai lati degli scaloni principali.
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