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La chiesa della Santissima Trinità, Hrastovlje

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Indirizzo: Hrastovlje, Hrastovlje, 6275 Črni Kal
La fortificazione con la chiesa suc-cursale della Santissima Trinità sorse nel XVI secolo su un rilievo di roccia non troppo alto a monte del paese a difesa dai Turchi ma anche come protezione della popolazione durante le guerre tra Venezia e gli Asburgo.

La fortificazione fu fatta costruire dalla famiglia Neuhaus dove prima sorgeva un castelliere preistorico, il cui materiale di pietra fu utilizzato in gran parte anche per la costruzione del muro di cinta e di entrambe le torri. Le mura, dalla forma rettangolare non troppo regolare, misurano 32 m di lunghezza e 16 m di larghezza, mentre sono alte circa 8 m, sebbene la parte superiore sia stata erosa con il passare del tempo. Ai lati delle mura sono ancora visibili le feritoie. Una delle torri di difesa, poste agli angoli della diagonale, vigilava sull’unico ingresso dal lato del paese. Al centro della fortificazione si trova la chiesetta della Santissima Trinità, che vanta una bella costruzione esterna realizzata in blocchi di pietra. La chiesetta che, a prescindere dallo stile romanico che la caratterizza, fu costruita nella seconda metà del XV secolo, fu consacrata nel 1475 dal vescovo di Pićan, monsignor Pascasio di Gallignana. La chiesa succursale apparteneva alla parrocchia di Kubed. L’interno della chiesa, originariamente solo imbiancata e adornata da una decorazione lineare, fu interamente abbellito da decorazioni murarie anche figurative alla fine del Medioevo. Tali decorazioni furono realizzate secondo un programma iconografico complesso che, con la sua tendenza a voler comprendere l’intera storia della redenzione, affonda le proprie radici nel pieno del Medioevo. L’iscrizione all’interno della chiesa riporta la data del termine dei lavori, ossia il giorno di Santa Margherita del 1490, e ricorda che i lavori furono commissionati dal parroco di Kubed Tomić Vrhović e realizzati dal maestro Giovanni da Castua. Il pavimento originario fu realizzato nel 1518 dal maestro Anton Damidun, ma fu sostituito da lastre di pietra nel periodo barocco. L’interno fu imbiancato nel XVIII secolo, verosimilmente dopo il 1700, giacché così ne parla il vescovo Paolo Naldini nella sua opera »Corografia ecclesiastica«. Secondo la sua cronaca, all’interno della chiesa vi sarebbero stati cinque altari, in parte intagliati e dorati, ricordando così i tipici altari dorati secondo il gusto del XVII secolo, e in parte decorati con »pitture vecchie«, espressione con la quale probabilmente si indicavano i trittici. I due altari nelle absidi laterali sono stati rimossi verosimilmente nel XIX secolo, quando l’abside meridionale fu utilizzata per il passaggio nella sacrestia costruita nel 1896. L’antico altare principale è stato successivamente sostituito con un altare di marmo, secondo la tradizione barocca, il quale copriva l’intero spazio dedicato all’altare e fu spostato nella sacrestia dopo la scoperta delle decorazioni murarie. L’interno della chiesa è concepito secondo una pianta a tre navate; le navate sono separate da archi semicircolari posti su colonne circolari in muratura. Tutte e tre le navate presentano una volta a botte longitudinale ininterrotta ed entrambe le navate laterali terminano con un’abside semicircolare, nascoste nello spessore del muro. La parte inferiore del campanile (18,78 m) fu costruita contestualmente alla chiesa e la sua presenza era prevista fin dal progetto iniziale, come testimonia il muro a nord che continua con il campanile stesso. I due terzi superiori del campanile presentano uno stile ben diverso, il che conferma che il campanile fu ricostruito probabilmente durante il periodo barocco. Dal 1949, anno in cui lo scultore accademico locale Jože Pohlen scoprì, sotto numerose mani di bianco, la decorazione muraria, i lavori per riportare alla luce gli affreschi medievali, sotto la supervisione del professor Mirko Šubic, durarono quasi dieci anni, mentre negli anni Settanta del XX secolo l’Istituto intercomunale per la tutela del patrimonio naturale e culturale di Pirano diede avvio ad un intervento conservativo per la ristrutturazione architettonica della chiesa, il restauro degli affreschi e la ristrutturazione dell’architettura della fortificazione. I lavori di ristrutturazione del tetto e il risanamento statico dell’edificio ebbero luogo negli anni 1979/80, mentre il restauro degli affreschi fu eseguito negli anni 1981/85 dal Centro per il restauro della Repubblica di Slovenia. L’interno della chiesa presenta quindi una decorazione squisitamente gotica secondo lo stile degli affreschi realizzati dalla bottega di Giovanni da Castua, ossia con la raffigurazione di scene bibliche della Genesi, della vita di Maria e di Gesù nonché di diversi santi e sante. Tra le scene a sfondo religioso vi sono tuttavia numerose scene tratte dalla vita terrena, come la rappresentazione dei mesi e piccole nature morte, ma anche la celebre Danza macabra sulla parete meridionale, il cui valore supera i confini locali. Sul colle di fronte alla fortificazione, sulla strada che porta a Dol, si trova la statua della Šavrinka (savrina), opera dello scultore accademico Jože Pohlen, donata al paese nel 1990 per il 500° anniversario degli affreschi di Hrastovlje. L’artista concepì il monumento Pomnik come una donna savrina che, con la figura di una cariatide, rappresenta simbolicamente l’Istria slovena, le bontà della sua natura e i prodotti frutto del lavoro dei contadini, poiché sulla testa porta una cesta con la quale le donne di questi luoghi portavano a vendere i prodotti locali nelle città costiere e a Trieste.

 


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Destinazione: Istria Slovenia
Località: Hrastovlje

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