La festa del carnevale

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I Kurent, i laufar di Cerkno, i pustovec di Drežnica, i pozvačin del Prekmurje, le šeme di Kostanjevica, gli škoromat dei Brkini, le mačkare di Dobrepolje sono alcune delle maschere carnevalesche delle quali si parla nel periodo di carnevale. Ogni regione slovena vanta maschere particolari; antiche, tradizionali, o più moderne. Si dice che la Slovenia, per quanto riguarda le maschere, è uno dei Paesi più ricchi; non sbaglierete se visiterete i kurent, i laufar o i pust di Drežnica.
 
Il periodo in cui il freddo inverno cede lo spazio alla più gentile primavera in Slovenia è da sempre una buona ragione per numerosi festeggiamenti. L'inizio del nuovo ciclo naturale ed agricolo è stato segnato in maniera più allegra dal pust (carnevale). Ma il periodo carnevalesco non significava soltanto un periodo sempre contrassegnato di sfrenate baldorie; esso si basava, nelle sue forme originali, su una serie di elementi magici pagani con i quali la gente cercava di influire sulla natura.

La festa del carnevale è legata alle maschere e a numerosi usi e costumi accompagnatori che per qualche giorno stravolgono il locale ordine sociale; perciò si dice che durante il carnevale regni »il mondo alla rovescia«. E se nel passato il carnevale era legato soprattutto ad usi rustici, nei tempi moderni prende più spesso forme di sfilate carnevalesche cittadine o di balli in maschera. Bisogna però dire che di recente molte località cercano di ripristinare le loro feste carnevalesche tradizionali nel passato.

La maschera carnevalesca slovena più famosa è il kurent o korant, come viene chiamato dalla gente locale della piana di Ptuj.
Il cacciatore magico dell'inverno e nel contempo dio dionisiaco della gioia scatenata si veste di una pelliccia di pecora bianca o nera, cinta di una catena, dalla quale pendono pesanti campanacci e fazzoletti che al giovane mascherato dovrebbero procurare le simpatie delle ragazze. Sul capo porta una tremenda maschera, ornata di penne, corna e nastri variopinti di seta, mentre nella mano tiene un terrificante bastone, avvolto nella pelle di riccio.

Dal 1960, a Ptuj, ogni anno si organizza il popolare kurentovanje. Questa manifestazione, che dura alcuni giorni, si basa sulle figure carnevalesche tradizionali e su usi e costumi antichissimi slavi, conservati dei dintorni di Ptuj. Da Markovci, Podlehnik e Lancova vas arrivano gli aratori che nei secoli passati con i primi solchi facevano venire un buon raccolto, mentre tra le maschere bisogna menzionare la »rusa« (maschere che rappresentano animali, quadrupedi o bipedi), l'orso, i maiali, il diavolo, il nonno e la nonna, gli zingari, le fate e i »ploharji« (quelli che devono trascinare una trave attraverso il villaggio). I visitatori possono vedere anche numerose maschere di origini più recenti, ma il culmine della sfilata carnevalesca sono le centinaia di chiassosi »kurent«. Negli ultimi anni gli organizzatori di Ptuj invitano a partecipare anche le figure simili al kurent, provenienti da altri Paesi europei.

L'altro festival carnevalesco sloveno, molto popolare, si svolge tutti gli anni a Cerknica. Nel periodo carnevalesco il potere in questa cittadina passa nella mano dei ridicoli »Butalci« che governano in coalizione con le streghe, qui volate appositamente dal vicino monte Slivnica, e da altri tipi di maschere. Oltre a gruppi ospitanti, nella sfilata prendono parte ogni anno anche gruppi di ghiri, pipistrelli, rane, uomini preistorici, diavoli e streghe; sono molto popolari anche le gigantesche figure della progenitrice delle streghe Uršula e del genio dell'acqua Jezerko.

Tra le altre località slovene con manifestazioni carnevalesche più interessanti dobbiamo menzionare almeno Cerkno, dove si organizza la tradizionale laufarija. La compagine dei »laufarji« ha 25 figuranti che tutti, tranne uno, portano in testa maschere di legno, dette larfe. La figura centrale, il Pust, personifica l'inverno ed è colpevole di tutti gli inconvenienti successi alla località durante l'anno passato, perciò viene condannato a morte secondo uno scenario molto preciso. Come le maschere altrove, anche i »laufarji« hanno il compito di far sì che tramite la loro danza si favorisca un buon raccolto o, come si dice localmente, che la »rapa diventi grossa«.

Il carnevale, come periodo che precede direttamente il digiuno cristiano, è anche il momento dell'abbondanza nel mangiare e nel bere, perciò gli sloveni dicono che ha »la bocca grassa«. Il carnevale non può passare senza i dolci chiamati krofi, mentre tra le prelibatezze sono molto richieste salsicce caserecce, costoline di maiale affumicate e i distillati di frutta.
Negli ultimi anni in Slovenia si festeggia anche la festa di San Valentino, che, però, non può competere con la ricca tradizione carnevalesca.
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